giovedì 22 gennaio 2009

Drill Down presenta mauro ceolin art2.0

A cura di Stefano Monti e Anais Prebel Nuicci

nt art gallery
Nuova sede: via Michelino, 33  IT 40127 Bologna
T +39 3316435085  Skype: ntartgallery
info@ntartgallery.com     www.ntartgallery.com

Inaugurazione: 22/02/09 alle ore 18.00
Periodo: da giovedi 22 Gennaio 2009 a domenica 25 Gennaio 2009; dalle 14.00 alle 20.00

Drill Down, alla lettera, significa perforazione del terrenodel suolo, dal verbo to drill: trapanare, perforare, sondare. Questo è ciò che avviene, a livello metaforico, anche nel linguaggio informatico, da cui il titolo della rassegna prende a prestito il termine. La Drill Down Technology è infatti una tecnica che permette la visualizzazione o la ricerca di informazioni gerarchizzate. Ed è seguendo lo stesso principio che la rassegna Drill Down si propone di presentare progetti artistici che meritano di essere fruiti con un grado maggiore di specificità rispetto a quello che le consuete mostre permettono. Si tratta sempre di una, al massimo due opere che necessitano di essere isolate dal contesto dell’esibizione per poterne evidenziare al meglio le caratteristiche, con un maggior livello di dettaglio, approfondendone la riflessione secondo l’andamento a cascata del Drill Down.

La rassegna s’inaugura giovedì 22 gennaio alle ore 18.oo con mauro ceolin_art2.0,

progetto che prevede l’esposizione di due installazioni fortemente rappresentative del lavoro dell’artista.

Riguardo a RGBwebroids2, salta subito all’occhio che si tratti di un “paint game”. La definizione, coniata dall’artista stesso, evidenzia l’aspetto ludico della sua ricerca, indicando il grande interesse che riveste nel suo lavoro la visione del mondo dei videogame come espressione di una ben definita area della cultura popolare. L’aspetto lusorio del gioco diviene pretesto per una riflessione approfondita sul senso estetico proprio del gameplay. Rifacendosi ad una tradizione grafica tipicamente arcade ci rendiamo conto di come tale estetica si trovi a convergere con un ben delineato modo di costruire il logo nella rete e di come questo influenzi la percezione dell’internauta nel mondo reale. Nel caso di RGBwebroids2 siamo di fronte ad un classico sparatutto che però differisce dalla modalità standard in quanto privo punteggio, e pertanto, alieno dalla possibilità di giudizio della prestazione del giocatore se non in termini di tempo. Questa installazione è composta da un computer, una tastiera, un proiettore e una videoanimazione sonora che viene proiettata. Ceolin traduce la struttura dell’opera in un unico corpus definendola addirittura come scultura. L’opera si compie pertanto solo se composta di ogni sua parte ed è proprio nell’equilibrio e nell’accordo di queste che risiede il carattere scultoreo dell’installazione, che non si manifesta solo nella pura e semplice proiezione del videogioco. Questo “paint game” permette all’internauta di prendersi una rivincita sui grandi motori di ricerca, sui più popolari social network, sui programmi di maggior diffusione della rete Internet. La possibilità di annientarli diviene una riflessione duplice sul potere che è possibile acquisire rispetto ad un sistema ma anche su quanto potere lo stesso sistema eserciti su ognuno di noi. 

La seconda installazione-scultura si intitola earlyLandscape e pone nuovamente l’accento sullo sfasamento della nostra dinamica percettiva rispetto alla dimensione temporale nell’era dell’informazione simultanea. Si tratta di una situazione costruita in modo da presentarci un vero e proprio “ambiente a dimensione variabile”, come ci illustra lo stesso artista. L’opera si compone in questo caso di dieci sedie a sdraio posizionate su di un manto erboso, di un diffusore di profumo, di un computer, di un  proiettore e di una videoanimazione. La scelta della riproduzione in loop è parte integrante della poetica dell’opera, in quanto l’evoluzione temporale che ci troviamo ad osservare ci appare assolutamente normale per quanto molto accelerata rispetto al consueto svolgersi di una giornata. Le ventiquattro ore vengono condensate in una manciata di secondi, quindi nell’arco di pochi minuti ci troveremo ad aver trascorso qualche settimana e nell’arco di tre ore avremo visto trascorrere circa un anno. Stare seduti in un contesto che molto facilmente ci rimanda a quello della “veranda” - che sostituisce quello rinascimentale di opera come “finestra sul mondo” - pone l’interrogativo sul web come acceleratore di vissuti. I suoni, accuratamente selezionati e ricercati in Internet, sono coordinati con le diverse ore del giorno a cui fanno riferimento. Il loop per sua natura induce una sensazione di relax che mal si sposa con la velocità della riproduzione video. Il tempo scandito dall’orologio viene scardinato rispetto alle sue coordinate fisiche per diventare una nuova dimensione soggettiva a sé stante. Il concetto stesso ne risulta modificato; la velocità con cui la rete ci impone di convivere diviene quindi un dato misurabile solo in base alla nostra capacità personale di attenzione e relativizza la tolleranza con cui riusciamo a incamerare informazioni.

 

Entrambe le installazioni sono prodotte in tre esemplari.

 

Mauro Ceolin è nato nel 1963 a Milano, città dove vive e lavora.

 

In occasione di questo evento la galleria rimarrà eccezionalmente aperta anche sabato e domenica dalle 14.00 alla 20.00.













lunedì 1 dicembre 2008

White Box NY video screenings series: November 28th: Damiano Colacito-Mauro Ceolin-Aldo Giannotti

Damiano Colacito: "Paradisi"





Calder Martin (Vizusa) e Taketo Shimada (Messages) hanno suonato minimal music dopo ogni screening.




Mauro Ceolin: "bushidoARCADE"











Aldo Giannotti: "A Rewinding Journey"







giovedì 30 ottobre 2008

nt art gallery a Slick Paris 2008

Dal 23 al 27  Ottobre nt art gallery ha partecipato a Slick Art Fair, nell'edificio recentemente ristrutturato "104" alla più interessante fiera off di Parigi con una versione di "designations",  mostra in atto al momento anche in galleria con gli artisti Thomas Brauer, Damiano Colacito, Guillermo Faivovich, Martin Gimenez, Miguel Mitlag e Monika Sziladi lo stand ha avuto un'ottima visibilità di pubblico e stampa.











domenica 12 ottobre 2008

Damiano Colacito goes to Tampa: Audience & Avatar all' University of South Florida Contemporary Art Museum

Damiano Colacito, artista italiano che vive e lavora tra Bologna e Pescara, go to tampa, parte per Tampa nel sud della Florida, dove è stato invitato a partecipare alla mostra Audience & Avatar curata da Don Fuller nel USF Contemporary Art Museum, insieme ad un gruppo di artisti internazionali: John Paul Bichard, Jon Haddock, Eva e Franco Mattes (0100101110101101.0rg), Eddo Stern, Phillip Toledano e Brody Condon con un progetto speciale chiamato Modifications.
La mostra esplora in che modo i videogames e la cultura, la tecnologia e la psicologia a loro collegati influenzano la partecipazione e la rappresentazione dello spettatore nell'arte.
In questa occasione Damiano Colacito restituisce a tutti gli spettatori, ma soprattutto ai giocatori di videogames, in special modo a quelli di Return to Wolfstein Castle, 7 oggetti , presi dal gioco stesso e portati , materializzati, nelle dimensioni reali, facendoci assistere ad una bella convergenza tra virtuale e reale.



Colacito goes to Tampa


Wolfstein's Halftrack, Hanomag SDKFz 251
tecnica mista
530 x 225 x 173 cm
2005


Health-bag
tecnica mista
70 x 31 x 16 cm
edition 1/3
2005

sabato 4 ottobre 2008

opening designations, si comincia!

Sono felice d' inaugurare il nuovo blog della nt art gallery con le immagini dell'opening del 27 settembre "designations"ed un commento. Gabriela Galati, curatrice della stessa, sceglie, designa, tra i giovani artisti internazionali di cui segue il lavoro, Thomas Brauer, Miguel Mitlag, Martin Gimenez, Guillermo Faivovich e Monika Sziladi per riflettere su una delle attività quotidiane contemporanee: la scelta e la sua messa in evidenza. La capacità di tutti di surfare tra gli imput quotidiani e scegliere successivamente l'onda giusta o apparentemente giusta che può portarci al nostro obiettivo, velocemente, lentamente, con più o meno difficoltà, si esaurisce con il raggiungimento o il fallimento della meta scelta. Questi artisti, invece, hanno la possibilità di scegliere non in funzione a canoni codificati, comuni, ma identificando nelle loro scelte degli oggetti, cose, immagini, pensieri e farli diventare altro, farli diventare arte, portandoli fuori dal loro contesto abituale, restituendogli una nuova immagine e a noi spettatori un nuovo pensiero. La designazione privilegiata operata dagli artisti non si ferma alla scelta, ma continua nei pensieri, sensazioni che provocano e provocheranno con un'energia che si rinnoverà all'infinito.

Alla prossima, spero nei vostri commenti e suggerimenti e , se potete venite a vedere la mostra.

Opening designations @ nt art gallery/ Sabato 27 Settembre















martedì 23 settembre 2008